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Polignanesi "irrequieti" nel 1799 distrussero il Libro Onciario

Il Punto di Polignano > Carlo De Luca
Ho ricevuto una telefonata da un amico lettore che mi rimprovera, si fa per dire, di tenerlo sulle spine perché vuole subito sapere il seguito del mio intervento precedente, quello sulla cartina geografica del ‘700  in cui ho accennato ad un documento da cui ho rilevato l’esistenza di un episodio violento del 1799 da parte degli abitanti di Polignano e di Fasano verso la torre di Anazzo (o di Adanazzo) e delle due torri di Polignano, quella di Rapagnona e quella d’Orta.

Non trovo al momento la foto del documento che conferma quanto i polignanesi fossero “irrequieti” in quel 1799, ma supplisco estraendo una nota dal mio prossimo Diorama n. 15 in cui ho trascritto il testo del detto documento.

“…ecco quel che riporta Gian Luigi Tanzi (1722-1804), Commissario di guerra del Dipartimento di Bari, in una lettera del 28 piovoso (corrisponde al 16 febbraio) 1799, anno primo della Repubblica napoletana… Non mi pare superfluo precisare che tutte le lettere del carteggio Tanzi scritte nel periodo di esistenza della Repubblica, avevano inizio sempre con le parole Libertà e Giustizia e avevano termine con le parole Salute e Fratellanza: “… i naturali di Polignano e Fasano spogliarono di cannoni, fucili, polvere, palle ed altre monizioni le torri marittime di san Vito, di Rapagnona e Anazzo … e nonostante fosse stato ordinato alla Università di subito restituirle, pure non è stato possibile con tutta l’assistenza del tenente don Francesco Anzalone comandante del reparto di Monopoli”. Segno che i polignanesi in quei mesi erano alquanto irrequieti, ragion per cui forse non si soffermarono a riflettere un po’ quando distrussero “il libro magno del Catasto”… creando a me a distanza di oltre due secoli, molteplici difficoltà di ogni sorta!”…

Come  faccio a dire che venne distrutto in quei tempi il Libro Onciario? Ecco la foto di un documento del 1813 che lo farebbe intuire. Anche questa foto fa parte del mio prossimo lavoro…se e quando riuscirò a darlo alle stampe. Ne trascrivo qui in anticipo il testo ove non fosse possibile leggerlo con facilità:

Polignano, 13 ottobre 1813
Il sindaco del citato Comune al sig. Laudati Controloro
In riscontro al vostro foglio di oggi medesimo sono a dirvi, sig. Controloro*, che tanto il libro magno del catasto e catastuoli** antichi di questo Comune, più non esistono, rattrovandosi da molti anni dispersi sin dal mille settecento novanta nove.

Ho l’onore salutarvi distintamente

Il sindaco


*  Il Controloro era il controllore delle rivele, cioè, per essere chiari e sintetici, delle dichiarazioni dei redditi. Era insomma l’incaricato dell’Intendente, una sorta di Dirigente o alto funzionario dell’Agenzia delle Entrate dell’epoca, il quale richiedeva al sindaco di Polignano del tempo che gli fosse fornito il Catasto onciario e i catastini per procedere alla redazione dei catasti provvisori come da legge emanata da Gioacchino Murat.
**I Catastuoli, meglio noti come catastini erano gli aggiornamenti del catasto dal 1752 in poi… Per saperne di più occorre attendere la pubblicazione del Diorama n. 15


Ecco la foto del testo della lettera di GianLuigi Tanzi

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