Giuseppe Gimma e il Casal nuovo di Polignano - Guida di Polignano a Mare

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Giuseppe Gimma e il Casal nuovo di Polignano

Il Punto di Polignano > Carlo De Luca
Giuseppe Gimma (1747-1829) nacque a Polignano da umili origini. Studiò a Napoli e divenne un ingegnere apprezzatissimo (una sorta di Renzo Piano dell’epoca!!) che operò moltissimo nella Puglia borbonica (cfr. Clara Gelao “Giuseppe Gimma. Un architetto tra due secoli nella Puglia borbonica”). A questo valente “paesano” si devono moltissimi e importanti lavori dalla Capitanata alla Terra d’Otranto. A Bari, tra l’altro, realizzò dal vecchio e  fatiscente fabbricato dell’ex convento dei dominicani il grandioso Palazzo dell’Intendenza in corso Ferdinandeo (attuale Palazzo della Prefettura in c.so V.Emanuele). A questo grande architetto si deve il progetto del nuovo borgo di Bari al di là delle mura e tutta la successiva direzione, fino alla data della sua morte, dei lavori del quadrilatero, oggi impropriamente definito murattiano.
Anche Polignano ha un Borgo che impropriamente si definisce “murattiano”, ma che con Gioacchino Murat, re di Napoli (ma di fatto vicerè di Napoleone, suo cognato) non ha nulla a che vedere come d’altronde anche quello di Bari, contrariamente a quanto si è soliti ripetere.
E Giuseppe Gimma ce lo conferma con evidenza “tecnica e visiva” senza ombra di dubbio.
Come? Con un disegno. Infatti Giuseppe Gimma fu anche il progettista negli anni ‘80/90 della strada consolare borbonica da Bovino a Lecce. Il tratto di strada da Fasano a Bari è quello nella foto in cui sono contrassegnati appunto Fasano, Monopoli, Polignano e Mola.
Che c’entra il disegno di Gimma con il borgo definito impropriamente “murattiano” e non, p.e., Casalnuovo?
È presto detto.
Ferdinando IV di Borbone autorizzò con decreto reale del 28 novembre 1786 l’espansione della città di Polignano, precedendo Monopoli (19 dicembre 1788) e Bari (16 febbraio 1790). L’anno successivo, il 1787, l’Università locale dispose l’apertura della seconda porta del paese, la c.d. “porta picce” e subito dopo nacque il primo grande boom edilizio di Polignano. In pochi anni si tracciarono le vie Sirene, Cerere, Flora (oggi, via Roma), Circe (oggi via Matteotti), Atropo e Tritone con tutte gli isolati contenentisoprani, sottani, mezzani, soprasoprani, e le vie perpendicolari denominate con lemmi floreali.
Tutto il borgo nuovo è ben visibile nel disegno del paese di Polignano riportato nel tracciato della costruenda strada regia …
Dunque la matita dell’arch. Giuseppe Gimma dimostra inconfutabilmente che l’espansione del paese era già realizzata a fine del ‘700.
Ma v’è di più di cui si parlerà ...in una prossima puntata.


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