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LA REGINA DI MEZZALUNA

“LA REGINA DI MEZZALUNA”, IL CINEMA CHE RACCONTA LA FORZA DI UNA BAMBINA E IL VALORE DELL'INCLUSIONE

Il 7 novembre 2026, a Polignano a Mare, arriverà sul grande schermo una storia che invita a riflettere sul significato dell'amore, della famiglia e della disabilità. Si intitola “La Regina di Mezzaluna”, il film diretto e interpretato da Franz Colucci, con la partecipazione della giovanissima Gioana Mancini e di Monica Paulangelo. Un progetto cinematografico girato in Puglia che vede anche il coinvolgimento della Pro Loco di Mola di Bari.
Il cinema non è soltanto intrattenimento. A volte diventa uno strumento capace di raccontare realtà che troppo spesso rimangono lontane dall'attenzione quotidiana, dando voce a persone, esperienze e sentimenti che meritano di essere conosciuti.
È proprio da questa prospettiva che nasce l'interesse per “La Regina di Mezzaluna”, un lungometraggio che affronta il tema della disabilità attraverso una storia familiare nella quale si intrecciano emozioni, difficoltà, speranze e il desiderio di essere accettati.
Arianna, una bambina e una storia da raccontare
Al centro del film troviamo Arianna, una bambina tetraplegica di undici anni che intraprende un percorso destinato a portarla all'incontro con un padre mai conosciuto.
Una vicenda che si sviluppa attraverso il viaggio, gli incontri e le relazioni umane, affrontando interrogativi profondi sul significato della famiglia e sull'importanza di sentirsi parte della società.
La disabilità non viene presentata soltanto come una condizione fisica, ma come una realtà che si confronta quotidianamente con ostacoli, pregiudizi e difficoltà spesso alimentati dalla scarsa conoscenza.
Il film vuole invitare lo spettatore a guardare oltre questi limiti, riconoscendo prima di tutto la persona, con i suoi sentimenti, le sue aspirazioni e il suo diritto a vivere pienamente.
Quando il cinema diventa un'occasione di riflessione
“La Regina di Mezzaluna” appartiene al genere della dramedy, una forma narrativa che alterna momenti drammatici ad altri più leggeri.
Una scelta che permette di affrontare argomenti delicati senza rinunciare alla spontaneità e alla dimensione umana dei personaggi.
Il racconto tocca questioni importanti come il rapporto tra genitori e figli, l'accettazione delle diversità, il sostegno familiare e il diritto di ogni individuo a essere riconosciuto e rispettato.
Particolarmente significativo è il coinvolgimento della giovane protagonista, la cui esperienza personale contribuisce a dare autenticità al messaggio che il film intende trasmettere.
Non si tratta semplicemente di raccontare una storia sulla disabilità, ma di proporre uno sguardo diverso, nel quale le persone non siano definite esclusivamente dalle proprie difficoltà.
Anche Mola di Bari partecipa a questo percorso culturale
Un aspetto che merita attenzione riguarda il contributo della Pro Loco di Mola di Bari, presieduta dal dottor Gianni Russo.
L'associazione ha accompagnato la presentazione del progetto presso la Regione Puglia, sostenendo un'iniziativa che unisce produzione cinematografica, sensibilizzazione sociale e valorizzazione del territorio.
Il percorso ha ottenuto importanti riconoscimenti istituzionali, tra cui i patrocini della Regione Puglia, del Garante dei Diritti delle Persone con Disabilità e della Città Metropolitana di Bari.
La partecipazione della Pro Loco dimostra come un'associazione impegnata nella promozione turistica e culturale possa contribuire anche a iniziative che affrontano questioni sociali di grande rilevanza.
Promuovere un territorio, infatti, non significa soltanto raccontarne i monumenti, le tradizioni o le bellezze paesaggistiche, ma anche sostenere progetti capaci di favorire il dialogo, la conoscenza e la partecipazione.
Un messaggio importante anche per le nuove generazioni
Tra gli aspetti più interessanti del progetto emerge la possibilità di utilizzare il film come occasione educativa all'interno delle scuole.
Parlare di disabilità attraverso il linguaggio cinematografico può aiutare bambini e ragazzi a comprendere meglio esperienze diverse dalle proprie, stimolando domande, confronti e riflessioni.
L'inclusione non dovrebbe rimanere soltanto una parola pronunciata durante convegni o manifestazioni.
Dovrebbe diventare un comportamento quotidiano, fatto di rispetto, ascolto e attenzione verso gli altri.
E il cinema, attraverso la forza delle immagini e delle storie, può contribuire a costruire questa consapevolezza.
Il 7 novembre la prima a Polignano a Mare
L'appuntamento è fissato per sabato 7 novembre 2026 a Polignano a Mare, dove è annunciata la prima del lungometraggio.
Sarà un'occasione per conoscere il lavoro del regista Franz Colucci, delle interpreti Gioana Mancini e Monica Paulangelo e di tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
Per Mola di Bari rappresenta anche un motivo di soddisfazione vedere una propria realtà associativa partecipare a un'iniziativa culturale che affronta temi di interesse collettivo.
Una storia può emozionare, ma può anche insegnare a osservare il mondo con occhi differenti. Ed è proprio questo uno degli obiettivi più importanti che il cinema può raggiungere.

🗓️ Data dell'evento: 07 Novembre
📍 Luogo: Cinema Multisala 'Vignola' di Polignano a Mare

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