Cenni sui lavori preparatori del Catasto provvisorio di G. Murat - Guida di Polignano a Mare

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Cenni sui lavori preparatori del Catasto provvisorio di G. Murat

Il Punto di Polignano > Carlo De Luca
Traggo una nota dalla mia prossima pubblicazione sul Catasto Onciario di Polignano del 1752, per dare ulteriore conferma dell’esistenza del “Casal nuovo” a ridosso delle antiche mura attraverso alcuni documenti rinvenuti presso l’Archivio di Stato di Bari.

“…Dall’esame del processo verbale del catasto provvisorio di Polignano, datato 23 luglio 1813 (sottoscritto dal sindaco R. De Luca, dal “controloro” sig. Laudati, dai decurioni G. Mallardi, P. Amatulli, G. Maringelli, O. Laselva, R. Basile), si rilevano informazioni utilissime e importanti. Tutto il territorio era già diviso in sei sezioni, quattro relative all’agro di campagna: “A” Santa Barbara, “B” San Martino, “C” Quero e “D” Ciaffallo. Le ultime due sezioni erano relative al paese: “E” Città Vecchia, “F” Borgo. Tutte le sezioni erano minutamente indicate nei confini e, per quanto riguarda quelle del paese, erano individuate attraverso i toponimi attualmente esistenti: la sezione “E”,  la Città vecchia, inizia con la Piazza (dopo l’Unità dedicata a Vittorio Emanuele II, ma a tutti nota come piazza dell’Orologio a causa dell’esistenza di un orologio meccanico di fine ottocento e di una antica meridiana), e poi una serie di viuzze come Vico Calataio, vico Iazzo (s.e. non più esistenti), vico Gualdella, Corte, Caverna, Trinchetto, Raguseo, Penna della Galera, Corte cupa, Chiangella, Sentina, Poppa, Prora, Mulini, Annunziata, San Benedetto, Porto, Giudea, Gioglio, Celso (e non gelso!) primo e secondo, Porticella, Forno d’Antuono, S. Maria delle Grazie, Madonna dell’Arco, Santissima Trinità, Farinella, strada marchesale, Notar Enrico, Sferracavalli, Comite Fanelli, Muraglie, Muraglie di santa Candida, S. Stefano, Arco di Bellipario, Torrione, Ospedale, Martino, Fosso, etc. etc. Da detto verbale e soprattutto dalle annotazioni delle pagine seguenti si rileva anche che tutta la sezione “F”, cioè il “Borgo”, era già interamente progettata e delimitata.Non solo, ma sulla scorta dei Catastini e degli Stati di sezione a cavallo del ‘700 e ‘800 nonchè dei protocolli notarili consultati, era anche in gran parte già edificata all’epoca perché numerosi sono gli abitanti intestatari di “soprani, sottani, mezzani, soprasoprani” in quelle strade! Sono indicate: Via Flora (attualmente denominata via Roma) con tutte le laterali contrassegnate da riferimenti floreali come ancora oggi se ne leggono alcuni che hanno resistito all’attacco del tempo e dei cangiamenti storici. Avrebbero mutato denominazione le vie contrassegnate un tempo come Grandiglia - poi intitolata all’insigne cardinale polignanese Agostino Ciasca -, Cedro, Ciclamino, Calle, Fior d’arancio, Tulipano, Giglio. Vi era anche via “Amarando” (l’Amaranto è una pianta che produce semi eduli, usati in cucina ancora oggi).  A tal proposito, rilevo che qualche tempo fa, in un atto notarile, avevo trovato la specificazione poco comprensibile di “via Flora amarando”. Ora finalmente so - presumibilmente - cosa potrebbe significare! Era l’incrocio tra le due strade. E poi via Tritone, Via Sirene, via Cerere, viaAtropo, via Ciclopi, via Circe etc. Via Circe è l’unica denominazione non più esistente, avendola mutata in via Matteotti. L’amico Giò Mazzone, che ringrazio, mi ha fornito per primo la prova fotografica di una cartina topografica di Polignano in cui appare l’antica denominazione di Via Circe laddove oggi c’è via Matteotti.
FLORA, - traverse: Vico I Ranuncolo, Vico 2 Anemone, 3 Narciso, 4 Gelsomino, 5 Grandiglia, 6 Garofalo, 7 Viola, 8 Calle, 9 Girasole, 10 Cedro, 11 Ciclamino, 12 Fioranico, 13 Tulipano, 14 Gionchiglia, 15 Amarando, (è annotato che corrisponde al n. 140 di via Flora), 16 Giglio, 17 Giacinto, 18 Rosa - SIRENE, TRITONE, VICO 1 TRITONE, CERERE, CIRCE, ATROPO, CICLOPI.


Le due foto concernono un processo verbale del 23 luglio 1813 che dà conferma della vecchia suddivisione del paese di Polignano in quattro parti del territorio extra moenia e in due parti del paese edificato.




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